Come lavoriamo
Non abbiamo un ufficio, non abbiamo una tipografia, non abbiamo nemmeno una macchinetta del caffè. Quello che abbiamo è un metodo, e vale la pena spiegarlo, perché è l'unica cosa che ci distingue da chi copia i lanci d'agenzia.
Ogni pezzo che leggete parte da un fatto verificato. Andiamo a leggere il comunicato, non il riassunto del comunicato. Se una cifra è importante, cerchiamo di trovarla in due posti prima di scriverla. Se l'abbiamo trovata in uno solo, ve lo diciamo. Se due fonti autorevoli si contraddicono, riportiamo entrambe invece di scegliere quella che ci torna meglio: capita più spesso di quanto pensiate.
Certi numeri li calcoliamo noi. Prendiamo due dati pubblici, li mettiamo in relazione, e viene fuori qualcosa che nessun titolo ha stampato. Quando succede lo diciamo apertamente, così potete rifare il conto e dirci se abbiamo sbagliato.
Non scriviamo titoli che promettono cose che l'articolo non mantiene. Non trasformiamo un'indiscrezione in un fatto perché fa più notizia. E non chiudiamo mai un pezzo su una domanda retorica: se non abbiamo una risposta, quello che possiamo dire è che non ce l'abbiamo ancora.
Prima o poi sbaglieremo un numero. Quando succede correggiamo l'articolo e lo scriviamo in fondo, con cosa abbiamo corretto e quando. Non spariscono righe nella notte. Se trovate un errore, scrivetecelo: info@quota24.com
Poi c'è la parte che ci rende diversi da un giornale normale. Su Quota24 non si legge soltanto: si prende posizione. Si può dire come pensate che andrà a finire una storia, usando i Q Points, che sono una valuta virtuale interna, non si comprano e non diventano soldi. Le regole con cui una previsione si chiude sono scritte prima che si apra e non le cambiamo dopo. E si chiude solo quando esiste un atto ufficiale che stabilisce com'è andata. Le anticipazioni dei giornali non bastano: lo abbiamo imparato a nostre spese, e da allora aspettiamo sempre il comunicato.